Ma che cosa è la salute?
Vi riportiamo la trascrizione dell'intervendo di AMF - ASSOMENSANA (Relatrice Dott.sa ANNA COMELLA) ad EXPORTOPEDIA 2016
Se perdo in elasticità e acquisto in rigidità il risultato è LA ROTTURA. Mantenere il delicato Equilibrio. Il troppo rilassamento porta alla perdita di efficienza, la troppa tensione porta allo sfibramento e alla rottura.
Ma che cos'è la SALUTE
La definizione data dall'Organizzazione Mondiale della Sanità può aiutarci a capire meglio: secondo l'O.M.S. la salute è "uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e non la semplice assenza dello stato di malattia o infermità.

Punti fissi
Sono i punti che NON dipendono dalla nostra volontà:
1. L’età, il tempo che scorre inarrestabile
2. Il valore dell’esperienza acquisita negli anni.
3. La necessità di rimanere al comando della propria nave sotto tutti i punti di vista
4. Buona sorte
NON siamo in grado di arrestare il tempo!
Con lo scorrere del tempo collezioniamo esperienza di vita che si traduce in un patrimonio personale, un tesoretto difficilmente trasmissibile e che nessuno ci
può portare via. Un bene che ha il prezzo della nostra vita, non è quantificabile in Euro, e che si accumula nella nostra memoria a prescindere dalla nostra volontà.
Che siano state belle o brutte, le esperienze comunque si accumulano.
Che siano state vittorie o sconfitte, scelte o non scelte comunque ci collezionano nella nostra mente.
Il bisogno di stare al comando della propria nave è un bisogno innato come il bisogno di respirare, dormire, mangiare, conoscere.
Che sia un transatlantico o un guscio di noce, poco importa, ciò che importa è starci al comando.
La Sorte, buona o cattiva che sia, accade! Comunque accade! Noi possiamo accogliere o respingere, agire o non agire, reagire o non
reagire, ma comunque, le situazioni ACCADONO AL DI LA’ DELLA NOSTRA VOLONTA’
Punti mobili
Sono i punti su cui ognuno ha potere di intervento in una percentuale abbastanza significativa:
1. Salute fisica
2. Salute mentale
3. Benessere economico
4. Benessere relazionale e sociale
5. Buona sorte
Sulla Salute fisica, la nostra capacità di essere resistenti alle malattie fisiche, di avere un sistema immunitario efficiente, è in buona parte correlato alla cura che noi prestiamo al nostro corpo:
– le abitudini alimentari
– il movimento che facciamo
– le ore di sonno che ci concediamo ogni giorno
– le ore di sole a cui ci esponiamo quotidianamente

La Salute Mentale, ovvero la capacità di organizzare e coordinare le proprie attvità in buona parte dipende dalla cultura dalla quale si proviene, dall’educazione e infine dalla propriavolontà nel:
– Sviluppare qualità di resilienza
– Avere una visione ottimista, pro-attiva e propositiva
– Avere una buona memoria
– Avere una buona capacità di attenzione e concentrazione
Benessere economico dipende in gran parte da una buona amministrazione delle entrate, dalla scelta lavorativa, dalla capacità di darsi valore e farsi riconoscere il compenso adeguato all’attività svolta, un mix equilibrato tra competenza, progettuualità, prudenza e iniziativa.
Benessere relazionale e sociale richiede competenze comunicative, capacità di ascolto, capacità di fare domande, capacità di interessarsi, capacità di accogliere e di chiedere:
– Un mix di abilità volte alla relazione con gli altri nelle diverse sfumature e diversi gradi di vicinanza.
– Una sensibilità nell’ascolto di sé e di conseguenza anche degli altri
La Buona Sorte spesso si costruisce, attraverso lo sviluppo di competenze molto complesse che portano a giudizi di valore articolati:
– L’ottmismo, la capacità di trasformare e riconoscere il positivo in ogni circostanza
– L’abilità di saper cogliere le opportunità che la vita offre
– Il saper mantenere la rotta attraverso le avversità
– Il saper riconoscere negli errori un grande insegnamento
– Il sentirsi meritevoli e nel contempo grati
L’efficienza Mentale è al centro e organizza tuttti gli altri punti mobili
Salute fisica benessere economico
Benessere relazione sociale
Buona fortuna
Efficienza mentale
Efficienza Mentale Tutti i processi decisionali implicano delle valutazioni delicate, complesse in cui nessuno può dire a priori cosa è giusto o sbagliato.
Ognuno deve maturare e arrivare a compiere le proprie scelte poggiandosi sulla propria capacità di valutare.
Le funzioni cognitive prese singolarmente sono alla base della costruzione di questi processi così sofisticati.
La cosa certa è che tutti abbiamo BISOGNO di soddisfare la necessità di essere al comando della propria imbarcazione.
Più si va avanti negli anni è più questo BISOGNO si fa forte.
Per rimanere al timone della nostra nave abbiamo la necessità che la nostra mente sia efficiente, che abbia tutte le sue funzioni in grado di operare e di collaborare con tutto il sistema.

Quali sono gli ostacoli e da dove arrivano?
arrivano sia dall’interno che dall’esterno della persona.
internamente abbiamo i nostri tessuti che con l’azione dell’ossigeno e del tempo tendono naturalmente a ossidarsi e ridursi verso la degenerazione
esternamente l’ambiente, la società di oggi progredendo velocemente da una parte ci richiede maggiore competenza per essere al passo con la tecnologia e dall’altra attraverso le scienze mediche ci permette di contrastare le malattie e vivere più a lungo ma in una condizione che non sempre è di efficienza.
spesso succede che si aggiungano anni alla vita mentre è fondamentale aggiungere vita agli anni i limiti sono sempre visti come nuove sfide che vengono superate sia da un punto di vista tecnologico che medico.
la tecnologia avanza e, in cambio di un maggior confort, ci richiede una sempre maggiore competenza e specializzazione.
la scienza medica ha l’ambizione di sconfiggere le malattie che affliggono l’umanità e di protrarre la vita delle persone ben oltre gli 80 anni.
Nella nostra mente l'accumulo di dati è un tesoro immenso!
In quest’epoca abbiamo l’opportunità di ;esplorare cosa succede oltre le colonne d’Ercole dei 50, 60, 70, 80, 90 anni.
E’ in questa esplorazione che si è scoperto ’aumento di tutte le patologie neurologiche
Aumento delle malattie a carico del sistema nervoso:
• Demenza Senile
• Alzheimer
• Parkinson
• Corea
• Vasculopatie
• Altre
L' invecchiamento
L'invecchiamento è causato dalla crescente difficoltà da parte del nostro organismo di smal1re i radicali liberi.
Si tratta di molecole che contengono ossigeno che, a differenza del solito, invece di essere benefico risulta dannoso per la struttura cellulare.
La loro presenza è fisiologica in quanto rappresentano il prodotto di scarto di moltissime reazioni metaboliche che mantengono in vita un essere umano.
Sono anche dannose poiché reagiscono con altre molecole dell’organismo come proteine, lipidi e DNA, presenti, tra l’altro, nelle cellule e nelle membrane cellulari, danneggiandole direttamente oppure modificando la struttura e quindi la funzione.
Si tratta tuttavia di un circolo vizioso: l’organismo invecchia, i radicali liberi si accumulano e a loro volta fanno invecchiare l’organismo.
Un processo naturale che però non rimane immune all’ambiente esterno e all’interazione con esso.
L’affaticamento fisico e mentale, l’alimentazione squilibrata, un elevato consumo di alcol, fumo, farmaci, un'esposizione impropria a radiazioni ultraviolette e a inquinanti ambientali creano il cosiddetto stress ossidativo che contribuisce a sbilanciare l’equilibrio verso una preminenza di produzione di radicali liberi.
La scoperta di Rita Levi Montalcini: il Nerve Growth Factor
Il nerve growth factor (NGF) o fattore di crescita nervoso, è una proteina segnale coinvolta nello sviluppo del sistema nervoso nei vertebrati.
Indirizza e regola la crescita degli assoni, tramite meccanismi di segnalazione cellulare, è inoltre prodotta nei momenti rigenerativi.
È studiata ancora oggi per trovare la cura ad alcune delle più gravi malattie che colpiscono il sistema nervoso, come la sclerosi laterale amiotrofica (SLA) e la malattia di Alzheimer.
Grazie alla scoperta dell'NGF, sono stati individuati altri fattori di crescita oggi studiati per la cura dei tumori, in quanto è stato dimostrato che accrescono il tumore stesso.
L'NGF fu scoperto negli anni 50 dall'italiana Rita Levi-Montalcini
Il Fattore Neurotrofico BDNF
Il fattore neurotrofico cerebrale BDNF (Brain-derived neurotrophic factor) è una neurotrofina.
Storicamente è stato il secondo fattore neurotrofico ad essere caratterizzato dopo il fattore di crescita nervosa.
BDNF agisce su determinati neuroni del sistema nervoso centrale e del sistema nervoso periferico, contribuendo a sostenere la sopravvivenza dei neuroni già esistenti, e favorendo la crescita e la differenziazione di nuovi neuroni e sinapsi.
Nel cervello, è attivo nell'ippocampo, corteccia cerebrale, e proencefalo basale - aree vitali per l'apprendimento, la memoria, e il pensiero.
Il BDNF riveste di per sé un ruolo importante per la memoria a lungo termine.
La Funzione delle neurotrofine
La funzione del NGF e di altre neurotrofine consiste principalmente nel promuovere il differenziamento delle cellule bersaglio e nel garantirne la sopravvivenza una volta che abbiano raggiunto la piena maturazione
strutturale e funzionale.
Nell'ultimo decennio del Novecento è emerso in modo inequivocabile che quest'azione trofica o vitale non sempre si esplica in modo, per così dire, 'attivo' ma, al contrario, consiste in un'azione inibitoria, nel tenere
cioè sotto controllo un programma di morte che è presente nel DNA di ogni cellula e denominato 'apoptosi'.
Ngf avrebbe un ruolo fondamentale nella protezione dei neuroni dalla comparsa del morbo di Alzheimer, Nervegrowthfactor–L’ Ngf, noto anche come proteina p75, è in grado di regolare la crescita, la sopravvivenza e la degenerazione del sistema nervoso.
Studi precedenti avevano messo in evidenza, però, soprattutto il ruolo di tale fattore di crescita cellulare nell’incremento delle placche di beta-amiloide, la molecola responsabile della degenerazione neuronale che provoca l’Alzheimer.
Come stimolare la produzione di NGF
Recenti ricerche hanno dimostrato che un diterpenoide, l’Erinacina H, contenuto nel fungo Hericiun stimola la produzione di Nerve Growth Factor (NGF) e la sintesi di mielina da parte delle cellule nervose.
ll cervello non è un muscolo, ma per certi versi gli assomiglia. Non è una struttura statica, ma
plastica.
La Neurobiotica
Ma se non vogliamo perdere l’uso del cervello dobbiamo usarlo, esattamente come più andiamo in auto, più abbiamo bisogno di camminare e muoverci per stare bene
Come fare? Servono tranquillità, serenità d’animo, ottmismo e immaginazione.
Prima di tutto bisogna non farsi travolgere dallo stress, rilassandoci anche per pochi minuti al giorno, per “staccare la spina” della mente ed evitare di sentirci bruciati dalle troppe cose da fare.
Aiutano discipline e tecniche come meditazione, training autogeno,visualizzazione guidata.E le tecniche per l’efficienza mentale.
L’ultima nata è la neurobica (in Inglese, neurobics, “fitness mentale”).
Nata negli Stati Uniti d’America, il suo nome nasce da un voluto e spiritoso accostamento con l'aerobics, il noto addestramento fisico.
La neurobica si basa su una scoperta confermata da molte ricerche: le cellule nervose cerebrali (neuroni) non sono fondamentali in sé per l’efficienza della mente.
Inoltre, non si perdono con gli anni, come si pensava fino a poco tempo fa.
E ciò che conta, comunque, è la qualità dei collegamenti fra loro, e fra le varie aree del cervello.
Nella corteccia cerebrale ci sono diverse aree cerebrali specializzate che ricevono ed elaborano i dati sensoriali (i cinque sensi classici, vista, udito e così via, ma anche il senso del movimento e il “sesto senso”, quello dell’emotività).
Per l’efficienza mentale sono fondamentali i collegamenti fra loro, e fra queste e l’ippocampo, l’area del cervello che decide che cosa “tenere in memoria” e come: è la centrale dell’apprendimento.
Perché i ricordi e i dati appresi siano stimoli forti abbastanza per rompere gli schemi della routine, occorre "mobilizzarle" tutte insieme.
I collegamenti fra i neuroni sono dati dai “dendriti”, i filamenti sottili che escono dai neuroni per collegarsi fra loro in punti chiamati sinapsi: assomigliano a rami di alberi (déndron significa albero in Greco).
Qui passano le informazioni e vengono collegate fra loro le esperienze, in una rete intelligente.
I dendriti “crescono” proprio come alberi in risposta a stimoli sensoriali e di comportamento, e si mantengono e moltiplicano grazie a nuove esperienze.
Ciò porta anche alla produzione delle neurotrofine, le proteine che nutrono il cervello migliorandone l’efficienza e lo proteggono in casi di traumi e ictus.
Abitudini e novità
Ciò che assopisce la mente non è l'età in sé, ma la routine.
Le abitudini sono utili da un lato a lavorare in "economia" (sempre lo stesso percorso casa-lavoro: a quanti non è successo di trovarsi in ufficio senza rendersene conto? o di arrivare a destinazione in auto senza accorgersene: ha guidato il "pilota automatico").
D’altra parte, la mancanza di varietà indebolisce la mente, annulla pian piano la creatività e la capacità di affrontare le novità. E il cervello, letteralmente, si atrofizza.
Il nutrimento per rivitalizzare la mente?
Emozionanti novità, giochi intriganti, sensazioni piacevoli, situazioni stimolanti.
Quiz ed enigmistica non bastano, anche se sono meglio di niente. Ciò che conta è stimolare il cervello attraverso esperienze nuove che coinvolgano tutti i sensi e le emozioni. Perché è proprio questo a far crescere e ricrescere i dendriti, a creare nuove sinapsi e a stimolare la produzione di neurotrofine. Ad attivare connessioni che normalmente sono assopite.br /> L’albero del cervello così cresce e prospera, mette rami e foglie e produce nuovi frutti
Nuovi occhi per guardare il mondo
I bambini per conoscere un oggetto nuovo non si fanno scrupoli né si pongono limiti: lo toccano, lo mettono inbocca, provano a sentire se emette suoni, lo gettano…o toccano le persone appena conosciute, le annusano.
Da adulti, se troviamo qualcosa o conosciamo qualcuno ci limitiamo a guardarlo e a classificarlo mentalmente. Pigrizia mentale, perché siamo convinti di sapere già tutto sul mondo circostante.
Ma il segreto è quello di tornare un po’ bambini e giocare. Usando contemporaneamente i sensi, e soprattutto quelli che usiamo meno, per fare nuove esperienze e nutrire così i collegamenti cerebrali.
Quando? Perché?
L’attività di ginnastica mentale è da svolgere in forma preventiva prima che insorgano segnali come dimenticanze, la difficoltà a ricordare informazioni nuove, la difficoltà a mantenere viva l’attenzione e la concentrazione, difficoltà a ricordare date, nomi, volti.
Aiuta a migliorare i riflessi, nei discorsi a non perdere il filo e a trovare le parole che servono.
La ginnastica mentale
Ha lo scopo di nutrire nuovi collegamenti cerebrali. Una stimolazione di tutte le aree cognitive, risveglia i circuiti assopiti e ne crea di nuovi.
L’attività motoria abbinata alla stimolazione cognitiva rafforza lo sviluppo di nuovi circuiti neuronali e permette che durino più a lungo.
È un’attività che da opportunità di acquisire nuove strategie che migliorano le proprie competenze relative all’attenzione, la concentrazione, la memoria.
La formula magica è la ripetizione settimanale, di una stimolazione graduale di tutte le aree cognitive, che porta ad una acquisizione di nuove tecniche, per stoccare l’informazione e permetterne il rapido recupero, che intervengono automaticamente, come nuove abitudini per cui non richiedono sforzo, nel tempo.
L'arte dell'equilibrio

Responsabilità” personale
• Non è una brutta parola!
• Non deve fare paura
• Può sollevare dall’ansia
• Ci può allungare la vita
• Può fare la differenza
Evoluzione
• Cura
• Prevenzione
• cercare salute quando si è ancora in salute con un atteggiamento pro-attivo
Funzioni della mente
• La percezione
• Le diverse memorie : Semantica / Episodica / Procedurale / A lungo e breve termine
• L’Attenzione
• La creatività
Meccanismi della memoria 3 R
• Registrazione (motivazione e interesse componenti emotive)
• Ritenzione (stoccaggio) ripetizione
• Recupero
• E alla fine in tarda età l’evoluzione vuole che si trasme-a l’essenziale
Ritmo della vita
• Pulsazione, nella pulsazione scorre la nostra esistenza
• Tutto ciò che pulsa è vita
• Fondamentale in questo pulsare, è il recupero di informazioni che permette di fare la differenza per mantenere in vita la vita.
• Se io conosco posso prevenire e salvarmi la vita
Le Informazioni sono fondamentali, con queste ci costruiamo le nostre credenze sulle quali organizziamo i nostri comportamenti, le nostre scelte.
La memoria ci aiuta trattenere le informazioni e risulta perciò vitale avere una buona memoria.
Prevenzione alimentare
Bere o mangiare cibi e bevande ricchi di antiossidanti aiuta quindi il nostro organismo nella prevenzione e nell'ostacolare i processi di ossidazione, contribuendo ad allungare la vita e l'efficienza delle nostre cellule.
Alimenti antiossidanti sono in quantità moderate
– Tra le spezie, la Curcuma, il cumino, lo zenzero, il the verde
– Tutta la verdura a foglia larga e la frutta fresca e secca
– Gli acidi grassi omega 3, i grassi “buoni” che preservano le membrane cellulari e il tessuto nervoso.


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